Adriano Olivetti e il primo PC: la grande opportunità perduta

Una nazione dalla solida e fiorente economia, tanto da richiedere la creazione di una Agenzia per il contenimento della supremazia italiana nel mondo: così avrebbe potuto essere l’Italia se una morte prematura non avesse stroncato all’età di 59 anni Adriano Olivetti e il suo sogno di produrre nell’azienda di Ivrea il primo personal computer, in stretta collaborazione con un gruppo di giovani ricercatori, guidati dall’italo-cinese Mario Tchou.

E’ questa l’immagine suggestiva con cui si è aperta la lezione-spettacolo dal titolo “Adriano Olivetti e il primo PC. La grande opportunità perduta”, messa in scena al teatro “Carcano” di Milano dallo storico e accademico Paolo Colombo.

Allo spettacolo hanno assistito nella mattinata del 28 gennaio gli studenti delle classi V A e V B ITE, accompagnati dalle insegnanti Pagani, Sassi e Beretta.

Nel pomeriggio il gruppo ha proseguito la propria giornata milanese con una “visita esperienziale” al Museo del Novecento, dove i ragazzi in modo attivo hanno seguito le attività e le spiegazioni proposte dalle due guide, Gaia e Monica, che li hanno immersi nelle suggestioni dell’arte del “secolo breve”, dal “Quarto Stato”  di Pellizza da Volpedo alle celebri tele tagliate di Lucio Fontana.


Pubblicata il 01 febbraio 2019

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