Mercoledì 06 Dicembre, alle ore 08:40, le classi 2ªAL.S. e 3ªBL.S., guidate dalle professoresse Bortolotto Giovanna, Prati Adele e Torricella Laura, hanno intrapreso una uscita didattica a bordo di un pullman che le ha condotte fino a Parma.

All’arrivo in città presso il Museo Archeologico, le classi sono state condotte dalle insegnanti  fino alle porte del rinomato “Teatro delle Briciole”, luogo della rappresentazione dell’opera “Cammelli a Barbiana”: un monologo, recitato dall’attore Luigi D’Elia, per la  regia di Fabrizio Saccomanno. Nel soliloquio, aiutato dalla brillante ed enfatica gestualità dell’attoree dalla musica che, insieme alle luci, garantiscono un’atmosfera di un’Italia d’altri tempi, si parla della vita di Don Lorenzo Milani, priore di Barbiana (un paesino sperduto tra i monti del Mugello) che, da ragazzo ricco e viziato, si trasforma nell’umile degli umili, nel povero dei poveri. Un “resoconto”, se così si può chiamare, della vita di un sacerdote, il quale credeva fermamente nell’istruzione per tutti, specie negli anni ’50 e ’60, quando solo i ricchi riuscivano a passare gli esami.

Nell’atto unico, il metodo di Barbiana viene ripreso, insieme alle convinzioni politiche e religiose del sacerdote, con una metafora evangelica, motivo d’ispirazione per il titolo dello spettacolo: “È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che un ricco nel Regno dei Cieli”.

 Una scenografia essenziale, le classi in assoluto silenzio e l’attore, concentrato sull’esperienza didattica di Don Milani, uomo dal temperamento sanguigno e volitivo: questi gli ingredienti di uno spettacolo interessante per le riflessioni che ha suscitato negli spettatori,  in particolare sulle modalità dell’insegnare di Don Milani.

Il suo metodo, descritto anche dai ragazzi di quel prete “ fuori dagli schemi” (si pensi a “Lettera a una professoressa”), prevedeva lo studio delle materie scolastiche dalle otto di mattina alle otto di sera,  con attività che, a detta del parroco, erano utili alla vita, come l’apprendimento di lingue straniere o mestieri manuali e pratic,  ideato in modo da permettere l’accesso all’istruzione a tutti e privilegiare le qualità individuali, come recita una massima dello stesso Don: “Chi sa volare non deve buttar via le ali per solidarietà coi pedoni, deve piuttosto insegnare a tutti il volo” .

In conclusione: la scuola di Barbiana può essere attuale?

Credo sia necessario precisare che i tempi sono cambiati, rispetto alle vicende prese in esame, poiché l’obbligo scolastico è fino ai 16 anni , i programmi  tendono ad  essere molto più flessibili rispetto a circa cinquant’anni fa,seppur ritengo che l’integrazione di alcune attività extrascolastiche, incluse nella scuola di Barbiana (come la costruzione e la fruizione di una piscina per il nuoto,  l’aula all’aperto, la conoscenza diretta della natura del territorio, il coltivare il senso di responsabilità verso l’altro ), possano migliorare i percorsi formativi degli studenti di ogni epoca, ieri come oggi.


Pubblicata il 14 dicembre 2017

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