Nella giornata di venerdì 31 marzo, l’Assemblea degli studenti  delle classi del triennio dell’Istituto  ha affrontato il tema  della violenza sulle donne.

L’iniziativa è stata presentata  dalla classe  4 A  ad indirizzo Tecnico  Economico che, nel corso dell’anno scolastico, ha sviluppato sul tema, coadiuvata  dalle docenti Prati e Ruggeri, un progetto articolato in vari momenti.

Le studentesse  Rebecca  Cambria e Giulia Di Paolo, che insieme alla rappresentante degli studenti Alice Romanini hanno condotto i lavori, hanno voluto chiarire i motivi per cui la loro classe  si è interessata a tale questione: “ La  nostra classe ha deciso di approfondire la tematica della violenza sulle donne perché è  un argomento che sempre più spesso è protagonista dei fatti di cronaca nera italiana (ma non solo); questo tema ci ha colpiti, al punto di voler   conoscere e confrontarci con chi ha affiancato e aiutato le vittime di violenza nel tentativo di comprendere un fenomeno tanto terribile quanto diffuso per  renderci utili e aiutare anche noi chi ne è vittima e magari non ha abbastanza voce per gridarlo”.

 Dopo i saluti della Dirigente scolastica dott.ssa Rita Montesissa, l’incontro ha visto l’intervento del Comandante della locale Stazione dei Carabinieri  Maggiore Emanuele Leuzzi  che ha illustrato con efficacia  la normativa e gli strumenti legislativi che possono essere utilizzati per aiutare le donne ad affrontare la violenza e a liberarsi dalla paura.

Sono intervenute  anche due operatrici dell’Associazione Telefono Rosa,  la volontaria Maria Sapone e la psicologa dott.ssa Ilaria Egeste, che hanno parlato della loro esperienza  analizzando la situazione nella nostra provincia e sottolineando come la violenza sia  un fenomeno trasversale a tutte le classi sociali e culturali e coinvolga donne di tutte le età.

L’evento si è sviluppato attraverso momenti  di informazione  e di spettacolo.

Sono state presentate due canzoni significative da Elisa Visigalli ed  Elena Pancini che hanno rispettivamente interpretato  “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia e “Vietato morire” di Ermal Meta. E’ stato anche portato in scena un breve balletto da tre studentesse  e tre studenti che hanno interpretato simbolicamente la storia di donne vittime di violenza.

E’ stato un momento di riflessione  seguito con attenzione e partecipazione. Come  ha sottolineato la rappresentante degli studenti,  Alice  Romanini,  parlare  di tale argomento può essere utile a modificare i comportamenti e  gli stereotipi culturali, soprattutto a prendere coscienza che l’amore  non è possesso ma condivisione, rispetto reciproco, fonte di serenità e non di paura e dolore.


Pubblicata il 07 aprile 2017

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